Tre anni di blogging
Un rituale non scritto prevede che il blogger tipico, allo scadere della periodica data, annunci con ostentata nonchalance il compleanno del blog, con acclusa agitazione del turibolo di incenso verso i lettori.
Io invece, a dispetto del rituale e pur consapevole del rischio di incappare nell’eresia, vi risparmierò la celebrazione standard ad alto contenuto narcisista ; semmai coglierò destramente l’occasione del terzo anniversario (*) per fare qualche considerazione inter nos.
Approfitto inoltre dell’occasione per replicare, anche pubblicamente, ad alcune questioni che in questi anni mi sono state poste dagli amici. La prima, quella esplicita nonché la più scontata, è perché avessi deciso di aprire un blog ; la seconda è, altrettanto ovvia ma talvolta sottintesa, più o meno ridotta a “ma non ne hai ancora le tasche piene?” ( la terminologia usata è naturalmente mooolto più pittoresca ). La terza è “ma non si possono mettere i commenti?”.
Le risposte sono banali, ma prevedono un antefatto. Nel lontano 2000… ( tranquilli sarò breve :D ) mi ero iscritto ad un noto forum di informatica [ il cui amministratore passa ogni tanto da queste parti ;) ]. Avevo scelto proprio eymerich come nickname, e probabilmente sono stato uno dei primi nel web italiano a usarlo : era un classico omaggio da fan (**) verso Valerio Evangelisti e i suoi romanzi sul terribile Eymerich ( realmente esistito ) che iniziai a leggere nel 1994.
Un anno dopo o giù di lì una cricca di dannati eretici ebbe la strana idea di farmi diventare moderatore di un altro forum, anch’esso di informatica, e per di più nella sezione sicurezza : dubito che gli sventurati , due loschi figuri in particolare ( figuro #1 e figuro #2 :P ), fossero nel pieno delle facoltà mentali ( ça va sans dire :D ).
Tre anni e mezzo dopo… impacchettati gli strumenti di tortura, riposta con cura la veste talare e il manuale inquisitorio, armato solo del mio pluriennale glorioso nickname, capitavo per puro caso su blogspot.com. : un post tira l’altro e come potete vedere il gusto del giocare all’inquisitore non solo informatico continua.
Sono anzi convinto come e più di prima che fare blogging in un certo modo, ossia scrivere come, quando e cosa si vuole, in ossequio solo alla propria coscienza e alle leggi, non abbia prezzo : si vive orgogliosamente la propria indipendenza, non si è obbligati a sottostare a regole spesso insulse (e ke kaspita!), non si fanno markette, ovvero si esercita il sacrosanto e intangibile diritto di parola secondo coscienza.
Veniamo alla questione dei commenti sul blog. Non ho voluto abilitarli per due motivi : in questi anni ho risposto svariate migliaia di volte alle domande più diverse, richieste di aiuto e di informazioni ( ergo come si suol dire, abbiamo già dato ). Se mai avessi avuto un debito di cultura nei confronti della rete (***), ebbene sarebbe stato ampiamente ripagato : ricominciare, seppure in scala ridotta? Mio Dio, NO !
Il secondo motivo è che prima o poi mi sarebbe toccato censurare qualche commento ed è una cosa che proprio non avrei digerito : sic et simpliciter una cosa è giocare all’inquisitore, ben altra incominciare a crederci.
In conclusione sebbene il gioco sia iniziato per caso e senza un obiettivo che non fosse qualcosa di più di un block notes pubblico, ho imparato ad apprezzare il blogging e continua a divertirmi : no, non ne ho le tasche piene, per ora ;)
...e i primi tre anni sono andati, amen.
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* tipico esempio di nonchalance, mea culpa :P
** nessuno è perfetto, ho già fatto il mea culpa :D
*** distorta visione romantica del web e dello spirito delle community, in cui fortunatamente non credo più ;)




